Lo studio di Fonologia RAI di Milano

C'erano una volta 9 oscillatori
Lo studio di Fonologia nel 1955 Milano diventava un punto di riferimento per la nascita e lo sviluppo della musica elettroacustica. Con lo Studio di Fonologia della RAI l'Italia divenne il terzo nodo per le sperimentazioni che in quegli anni si compivano in Europa, a fianco del WDR, "Studio fur Elektronische Musik", di Colonia ed il Groupe de Recherche Musicale di Parigi.

I "nove oscillatori" erano la dotazione al tempo per permettere ai fondatori, Bruno Maderna e Luciano Berio, di sperimentare con i nuovi mezzi messi a disposizione dallo sviluppo tecnologico nel campo della sintesi sonora.
La scarsa conoscenza di quella fase musicale italiana rischia di cancellarne definitivamente molte tracce, la chiusura dello Studio di Fonologia nell'83 e lo smantellamento nell'87
ha rischiato la perdita di molto materiale che trovandosi su supporti magnetici, non essendovi partiture trattandosi di musica registrata, è soggetto a deterioramento irreversibile.

L'operazione di recupero del materiale è stata portata avanti grazie alla competenza tecnica di G.Belletti ed a quella artistica di M.Novati, per ciò che è rimasto negli armadi RAI.
Gli Studi di Fonologia devono essere visti nell'ottica di uno sviluppo musicale che ha le sue origini nella necessità di molti musicisti, anche dell'800, di uscire dal vincolo imposto dalla musica tonale. Già, Liszt, Rimskij Korsakov, avevano sondato le possibilità di lavorare sul "colore del suono", sfruttare melodie timbriche per non rimanere vincolati al limite delle altezze; l'uso di scale basate su intervalli definiti non era più in grado di fornire un valido strumento al musicista che cercava nuove modalità espressive. La musica elettroacustica, così detta per l'uso contemporaneo di strumenti tradizionali con le nuove tecnologie del tempo, trovava una sua ragione già nell'intensità del rumore orchestrale di Stravinskij, e ancor più nell'ungherese Bela Bartòk prematuramente scomparso per poter partecipare a questi sviluppi. Ancora prima con la musica pantonale di Schoenberg si osservava un allontanamento dalla tradizione, il comprendere l'uso di tutti gli intervalli contemplati nel sistema temperato. Sarà con questa modalità di composizione, cosiddetta seriale, che l'introduzione della sintesi sonora troverà il suo anello di congiunzione con la tradizione, rappresentando quindi un tentativo di uscire ulteriormente dal vincolo degli intervalli musicali, utilizzando tutto lo spettro di frequenze udibili, sintetizzate con diverse modalità
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Telai delle apparecchiature elettroniche dello Studio di Fonologia RAI.
Il telaio: filtri : oscillatori , mescolatore elettronico e comparatore oscillografico , pannello di permutazione e generatore di suono bianco , pannello di permutazione e modulatore ad anello.
Viene dato spazio anche alla "musica concreta", nata dall'idea di un ingegnere francese, Pierre Schaeffer, che nel '48 intuisce che si può esprimere il potenziale sonoro che è rinchiuso nei suoni che ci circondano."A' la recherche d'une musiche concrète", scritto nel '52, è il suo manifesto.

Percorrendo il discorso a ritroso, fu il futurista Antonio Russolo il fondatore della concezione che portò il rumore in un nuovo contesto, quello musicale. Purtroppo i Futuristi si persero nella teorizzazione e nella provocazione senza risultati musicali di rilievo; Schaeffer ricorrendo al registratore a nastro magnetico, un bottino di guerra rubato ai tedeschi, coglierà maggiormente la valenza artistica di ciò che allora era sonoro ma non musicale, iniziando a raccogliere i rumori che lo circondavano.
La fase iniziale fu spesa soprattutto a trovare modalità espressive e sondare le potenzialità dei nuovi mezzi; in questa ottica vanno ascoltati quegli esperimenti sonori, spesso non certo definibili entusiasmanti, considerati anche il limiti tecnologici per produrre musica registrata di qualità.
Lo Studio di Fonologia di Milano rappresentò un punto di incontroin Europa. In Germania, i pionieri Eimert e Meyer-Eppler dedicarono dal 1951 i loro studi alla sintesi elettronica.
A Milano la tradizione conviveva con le nuove tendenze e l'uso degli oscillatori venne spesso combinato, da Maderna e Berio, con la tradizione, con ampio uso di studi sulla voce. A questo proposito si cita "Gesang der Junglinge" di Stockhausen, del 1956, per quanto mostrò le potenzialità dell'uso dell'elettronica associata al canto.
Furono anche gli anni che seguirono gli incontri di Darmstadt; dal 1947 fu la città che permise ai personaggi qui presentati di dare voce ad un'avanguardia musicale che cambierà il corso della tradizione musicale, rimanendo fenomeno accademico ma senza il quale non sarebbe stato possibile gettare le basi per un suono che, uscito da quegli ambiti, si svilupperà poi in ambito pop. I Kraftwerk fecero emergere il risultato di anni di esperimenti dietro le quinte.

Si ringrazia Ferrarini Fabio per il materiale messoci a disposizione.